Quale arte marziale scegliere: la classifica definitiva per obiettivo

23 Marzo 2026 Blog
Quale arte marziale scegliere la classifica definitiva per obiettivo

Ti stai chiedendo quale arte marziale fa per te, e probabilmente hai già letto una serie di elenchi che descrivono dieci discipline una dopo l’altra senza aiutarti a decidere. Il problema di quegli articoli è che mancano di una cosa fondamentale: il tuo obiettivo.

Non esiste l’arte marziale “migliore in assoluto”. Esiste quella più adatta a ciò che vuoi ottenere. E la differenza è enorme.

Quando un nuovo allievo arriva nella mia scuola e mi chiede «Qual è la migliore arte marziale?», la mia prima risposta è sempre una domanda: «Cosa vuoi ottenere?». Perché la risposta per chi cerca difesa personale concreta è molto diversa da quella per chi vuole perdere peso, competere in gara o semplicemente trovare una disciplina che lo aiuti a gestire lo stress.

In questa guida troverai classifiche organizzate per obiettivo, una tabella comparativa con 10 discipline valutate su 8 criteri, e una serie di consigli pratici per evitare gli errori più frequenti nella scelta. È pensata per chi si sta avvicinando al mondo delle arti marziali per la prima volta, per chi sta valutando un cambio di disciplina e per i genitori che cercano l’attività giusta per i propri figli. Se cerchi una panoramica completa di tutte le discipline, puoi partire dalla guida definitiva alle arti marziali.

Prima di tutto: chiediti perché vuoi iniziare

Sembra una domanda banale, ma è il passaggio che il 90% delle persone salta. E che fa la differenza tra chi dopo sei mesi abbandona e chi pratica per anni con soddisfazione.

Ogni disciplina marziale nasce con un DNA specifico. Alcune sono progettate per il combattimento sportivo con regole precise (Judo, Taekwondo, Boxe). Altre sono state sviluppate per la difesa in contesti reali, senza arbitro e senza tappeto (Krav Maga, Wing Chun). Altre ancora puntano sulla crescita interiore e sul benessere psicofisico (Aikido, Tai Chi).

Mescolare queste categorie senza consapevolezza è il primo errore. Non perché una valga più dell’altra, ma perché aspettarsi difesa personale da una disciplina sportiva — o viceversa — genera frustrazione.

I 5 obiettivi principali (e perché cambiano tutto)

Ecco i cinque motivi più comuni per cui le persone si avvicinano alle arti marziali:

  1. Difesa personale e sicurezza — vuoi sentirti più sicuro per strada, sapere come reagire a un’aggressione.
  2. Forma fisica e dimagrimento — cerchi un allenamento intenso, diverso dalla palestra tradizionale.
  3. Competizione agonistica — vuoi gareggiare, metterti alla prova in tornei e campionati.
  4. Crescita personale e disciplina mentale — cerchi autocontrollo, concentrazione, un percorso che ti formi anche caratterialmente.
  5. Avvicinare tuo figlio allo sport — vuoi una disciplina formativa per un bambino o un ragazzo.

Nelle sezioni seguenti troverai una classifica ragionata per ciascuno di questi obiettivi. Non si tratta di “la disciplina X è meglio di Y” in senso assoluto: si tratta di quale disciplina risponde meglio a un bisogno specifico.

La classifica per chi vuole imparare a difendersi

Se il tuo obiettivo principale è la difesa personale — sentirti più sicuro, sapere come reagire in una situazione di pericolo reale — ci sono alcuni fattori che contano più di altri.

Un sistema di difesa efficace deve prepararti a scenari caotici, senza regole, spesso a distanza ravvicinata. Deve allenarti non solo nelle tecniche, ma nella gestione dello stress e nella capacità di prendere decisioni rapide sotto pressione.

Ecco le discipline che rispondono meglio a questo obiettivo, in ordine di rilevanza pratica:

1. Krav Maga — Nato come sistema militare israeliano, è progettato per neutralizzare minacce reali nel minor tempo possibile. Punto di forza: scenari realistici, semplicità d’esecuzione. Punto debole: non prevede competizioni, quindi manca il “test sotto pressione” dello sparring agonistico. La qualità dell’istruttore è particolarmente critica.

2. MMA (Arti Marziali Miste) — Ti prepara a combattere in piedi e a terra, con pugni, calci, prese e sottomissioni. Il vantaggio enorme è l’allenamento costante con sparring reale contro avversari che resistono. Punto debole: le regole sportive escludono scenari con armi o aggressori multipli.

3. Wing Chun / Ving Tsun — Arte marziale cinese specializzata nel combattimento ravvicinato. Utilizza movimenti corti, diretti, progettati per funzionare in spazi ristretti — esattamente dove avvengono la maggior parte delle aggressioni reali. L’approccio scientifico del GE.Ving Tsun, basato su principi biomeccanici verificabili, rende le tecniche accessibili anche a chi non ha una fisicità imponente. Il Ving Tsun non ha competizioni sportive codificate, ma l’allenamento del Chi Sao (esercizio di sensibilità a contatto) sviluppa riflessi che in un contesto reale fanno la differenza.

4. Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) — Dominante nel combattimento a terra. Se un’aggressione finisce al suolo — cosa frequente — chi conosce il BJJ ha un vantaggio enorme. Punto debole: meno efficace in piedi e contro aggressori multipli.

5. Muay Thai — “L’arte delle otto armi” (pugni, gomiti, ginocchia, calci). Potenza devastante e capacità di colpire a distanze diverse. Punto debole: è prevalentemente uno sport da ring, manca la componente di difesa da aggressioni atipiche.

Perché il contesto reale conta più della tecnica perfetta

Un aspetto che molti articoli non menzionano: la difesa personale non inizia con la tecnica. Inizia con la consapevolezza situazionale — la capacità di riconoscere un pericolo prima che diventi fisico. Se vuoi approfondire questo tema, leggi la guida completa alla difesa personale dove tratto la questione in modo dettagliato.

Nelle scuole che funzionano davvero, il primo modulo non riguarda come colpire. Riguarda come evitare di trovarsi nella situazione in cui devi colpire. La migliore tecnica di difesa è quella che non devi mai usare — ma che sai di avere a disposizione se tutto il resto fallisce. Se vuoi capire meglio cosa funziona davvero in strada, ho scritto un’analisi approfondita su quale kung fu è efficace in situazioni reali.

La classifica per chi vuole mettersi in forma

Le arti marziali sono tra gli allenamenti più completi che esistano: combinano cardio, forza, flessibilità e coordinazione in un’unica sessione. Ma alcune bruciano più calorie e costruiscono più massa muscolare di altre.

1. Muay Thai — Probabilmente l’allenamento marziale più intenso. Una sessione di un’ora può bruciare tra le 600 e le 900 calorie (il numero varia in base al peso corporeo e all’intensità). Allena tutto il corpo, con enfasi su gambe, core e resistenza cardiovascolare.

2. Kickboxing — Simile alla Muay Thai ma con un set di tecniche leggermente diverso. Altrettanto intenso dal punto di vista fisico, molto popolare come allenamento fitness anche per chi non ha intenzione di combattere.

3. Boxe — Non sottovalutarla: il lavoro di gambe, la velocità di mano, gli schemi di difesa richiedono un livello di forma fisica eccellente. Ottima per la parte superiore del corpo e il cardio.

4. MMA — Allenamento completo per definizione: combini striking e grappling, lavoro in piedi e a terra. L’intensità è alta, il consumo calorico anche.

5. BJJ — Meno esplosivo del Muay Thai, ma non lasciarti ingannare: il grappling richiede una resistenza muscolare impressionante. Allena il core in modo profondo e sviluppa una forza funzionale che la palestra tradizionale non ti dà.

Nota: Se cerchi un’attività marziale a basso impatto — perché hai problemi articolari, sei in fase di riabilitazione o semplicemente preferisci un approccio gentile — il Tai Chi è un’opzione eccellente. Non ti farà dimagrire velocemente, ma i benefici su equilibrio, postura e gestione dello stress sono ampiamente documentati dalla letteratura scientifica. Una review pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ha documentato effetti positivi del Tai Chi sulla riduzione delle cadute negli anziani e sul miglioramento dell’equilibrio dinamico — a conferma che le arti marziali non sono solo “combattimento” ma anche strumenti di salute.

Un altro aspetto da considerare: qualunque disciplina tu scelga, la costanza batte l’intensità. Tre sessioni a settimana di un’arte marziale che ti piace valgono più di un mese di allenamento forsennato seguito dall’abbandono.

La classifica per chi vuole competere in gara

Se il tuo obiettivo è salire su un tatami o un ring e metterti alla prova, devi scegliere discipline che abbiano un circuito agonistico strutturato, con federazioni riconosciute e competizioni regolari.

1. Judo — Sport olimpico con un circuito agonistico capillare in Italia. Il CONI riconosce la FIJLKAM come Federazione Sportiva Nazionale di riferimento. Campionati regionali, nazionali, europei, mondiali e Olimpiadi.

2. Karate — Ha debuttato alle Olimpiadi nel 2020 a Tokyo (e poi escluso nel 2024 a Parigi), ma mantiene comunque un circuito competitivo molto attivo a livello nazionale e internazionale, con due specialità: kata (forme) e kumite (combattimento).

3. Taekwondo — Sport olimpico dal 2000, con forte enfasi sui calci spettacolari e un sistema di punteggio elettronico. In Italia è gestito dalla FITA (Federazione Italiana Taekwondo), affiliata a World Taekwondo. Ottimo se ti attraggono agilità e velocità.

4. Boxe — Circuito agonistico professionistico e dilettantistico ampio. Sport olimpico con una tradizione profonda.

5. MMA — Il circuito competitivo è in forte crescita anche in Italia, con organizzazioni come Oktagon e Cage Warriors. Non è sport olimpico, ma il livello delle competizioni professionistiche è altissimo.

Attenzione: Aikido, Tai Chi, Krav Maga e molte forme di Kung Fu tradizionale (incluso il Wing Chun) non hanno circuiti agonistici standardizzati o li hanno in forma molto limitata. Se la competizione è il tuo obiettivo primario, queste discipline non fanno al caso tuo.

La classifica per chi cerca crescita personale e disciplina mentale

Non tutti cercano l’adrenalina del combattimento. Molte persone si avvicinano alle arti marziali per lavorare su sé stesse: gestire meglio lo stress, sviluppare concentrazione, costruire fiducia interiore.

1. Aikido — La “via dell’armonia”. Non prevede competizioni e non insegna ad attaccare: il principio è redirigere l’energia dell’avversario. Ideale per chi cerca un percorso interiore più che una preparazione al combattimento.

2. Tai Chi — Movimenti lenti, fluidi, basati sulla respirazione. Benefici documentati su equilibrio, riduzione dello stress, gestione dell’ansia. Adatto a qualunque età.

3. Karate tradizionale — Lo studio dei kata (forme codificate) è un esercizio di concentrazione e perfezione del gesto. Il codice etico del Bushido promuove rispetto, umiltà, perseveranza.

4. Kung Fu tradizionale — Molti stili cinesi (Shaolin, Wing Chun, Tai Chi) integrano la pratica fisica con una componente filosofica. Nel Ving Tsun che insegno, ad esempio, il lavoro di Siu Nim Tao (la prima forma) è anche un esercizio di consapevolezza e presenza mentale.

5. Judo — Il principio del “massimo risultato con il minimo sforzo” ha implicazioni che vanno ben oltre il tatami. Il Judo è nato come disciplina educativa, non solo sportiva.

La tabella comparativa: 10 discipline a confronto su 8 criteri

Questa tabella è pensata per darti una visione d’insieme rapida. I punteggi vanno da 1 (basso) a 5 (alto) e riflettono la mia valutazione come istruttore con esperienza diretta o indiretta su queste discipline, incrociata con i dati disponibili.

DisciplinaDifesa personaleFitnessCompetizioneCrescita mentaleAdatta a bambiniAdatta over 40Diffusione ItaliaCosto medio mensile
Muay Thai★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★50-90 €
Boxe★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★40-80 €
BJJ★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★60-100 €
Judo★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★40-70 €
Karate★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★40-70 €
Taekwondo★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★40-70 €
MMA★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★60-100 €
Krav Maga★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★60-100 €
Wing Chun★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★50-90 €
Aikido★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★40-70 €

Nota sulla tabella: I costi sono stime indicative basate sulla mia esperienza e sulle tariffe medie in Italia (palestre e scuole private, escluse ASD con tariffe sociali). Possono variare in base alla città e alla struttura.

Se stai valutando un percorso di difesa personale o vuoi capire quale disciplina fa al caso tuo, puoi prenotare una lezione di prova gratuita — 30 minuti per orientarti senza impegno.

Arti marziali per bambini: quale scegliere in base all’età

Questa sezione merita un discorso a parte, perché la scelta per un bambino segue criteri diversi da quelli di un adulto.

Fino ai 12-13 anni, l’obiettivo non dovrebbe essere l’apprendimento tecnico specializzato, ma lo sviluppo psicomotorio globale: coordinazione, equilibrio, propriocezione, rispetto delle regole e socializzazione.

Da 4-5 anni: Judo e Karate sono le scelte più consolidate. Il Judo ha una didattica progressiva pensata per i più piccoli (il contatto avviene senza colpi diretti). Il Karate sviluppa concentrazione e disciplina attraverso le forme (kata).

Da 6-8 anni: Si possono aggiungere Taekwondo (dinamico, divertente, con un forte sistema di cinture che motiva i bambini) e Kung Fu (movimenti ampi, creativi, che piacciono ai bambini attratti dall’aspetto scenografico).

Da 10-12 anni: Si può iniziare a valutare BJJ (ottimo per l’autodifesa non violenta) e Kickboxing (con le dovute protezioni e un istruttore qualificato).

Cosa evitare: Discipline con forte contatto pieno (MMA, Muay Thai agonistico) prima dei 14-16 anni. Non perché siano “sbagliate”, ma perché il corpo e la mente di un bambino non sono pronti per quel livello di impatto.

Il consiglio più importante: non scegliere la scuola in base alla disciplina. Sceglila in base all’istruttore. Un bravo maestro di Judo è infinitamente meglio di un cattivo maestro di qualunque altra disciplina. Guarda come tratta i bambini, se li ascolta, se l’allenamento è strutturato come gioco e non come addestramento militare in miniatura.

Iniziare da adulti (anche dopo i 40): quali discipline funzionano meglio

Se hai 30, 40 o 50 anni e non hai mai messo piede in un dojo, potresti pensare di aver perso il treno. Non è così. Molte discipline sono progettate per essere accessibili a qualunque età, e iniziare da adulti ha un vantaggio che i ragazzini non hanno: la motivazione consapevole.

Discipline ideali per iniziare da adulti:

Il Wing Chun / Ving Tsun è una delle migliori scelte per chi inizia tardi. Le tecniche non richiedono acrobazie, spaccate o una flessibilità da ginnasta. Si basano su struttura, angolazione e tempismo — cose che si sviluppano con la pratica, non con la giovinezza. Non è raro trovare allievi che iniziano a 45, 50 e persino 55 anni — nella mia scuola a Corridonia ne ho diversi.

Il Tai Chi è l’opzione a impatto zero per chi ha problemi articolari o cerca un approccio graduale.

Il Karate tradizionale (non agonistico) è accessibile a tutte le età. L’allenamento si adatta al livello del praticante.

Il BJJ è praticabile da adulti, ma preparati: le prime settimane saranno impegnative per le articolazioni. Scegli una scuola che abbia classi divise per livello.

Discipline meno adatte per iniziare dopo i 40: Muay Thai agonistico, MMA competitivo, Taekwondo (che richiede molta flessibilità delle gambe). Nulla vieta di praticarle, ma il rischio infortuni è più alto se il corpo non è stato preparato gradualmente.

Arti marziali per donne: difesa personale e sicurezza

Un’altra domanda che ricevo spesso: «Quale arte marziale consigli a una donna?». La mia risposta: le stesse che consiglio a un uomo, con una precisazione.

La difesa personale femminile ha una specificità che non va ignorata: nella maggior parte dei casi, l’aggressore è fisicamente più grande e più forte. Questo significa che le tecniche devono funzionare senza dipendere dalla forza bruta.

Per questo motivo, discipline come il Wing Chun (nato secondo la leggenda da una donna, la monaca Ng Mui), il BJJ (basato su leve e tecnica, non su potenza) e il Krav Maga (progettato per scenari di aggressione reale) sono particolarmente rilevanti.

Un punto che tengo a sottolineare: i corsi di “difesa personale femminile” che durano un weekend non ti renderanno in grado di difenderti. Ti daranno un’illusione di sicurezza che può essere più pericolosa dell’ignoranza. La difesa personale è un percorso, non un evento. Serve un allenamento costante, con simulazioni realistiche, condotto da un istruttore che capisca le dinamiche specifiche delle aggressioni contro le donne — che sono diverse da quelle tra uomini.

Nelle scuole serie questo aspetto viene affrontato con scenari realistici, gestione dello spazio personale e de-escalation verbale prima ancora della tecnica fisica. È uno degli aspetti su cui pongo più attenzione nei miei corsi.

Se ti interessa il tema, sto preparando un articolo dedicato alla difesa personale femminile che entrerà nel dettaglio di questo argomento.

Quanto costa un corso di arti marziali in Italia

I costi variano in base alla città, alla struttura (palestra commerciale, associazione sportiva dilettantistica, centro specializzato) e al livello dell’istruttore.

Nella mia esperienza, ecco i range medi:

  • Judo, Karate, Taekwondo (spesso in ASD): 40-70 € al mese, con abbonamenti annuali che scendono a 30-50 €/mese
  • Boxe, Kickboxing: 40-80 € al mese
  • Muay Thai, Wing Chun, Krav Maga: 50-90 € al mese (centri specializzati)
  • BJJ, MMA: 60-100 € al mese (spesso con accesso multi-disciplina)
  • Aikido, Tai Chi: 40-70 € al mese

A questi costi va aggiunto l’equipaggiamento iniziale: una divisa (gi/dobok) costa tra i 30 e i 60 €; guantoni e protezioni per sport da contatto possono costare tra i 50 e i 150 €.

Consiglio: quasi tutte le scuole serie offrono una lezione di prova gratuita. Approfittane prima di impegnarti economicamente.

Se vuoi provare il Ving Tsun nella zona di Macerata, la prima lezione è sempre gratuita. Prenota la tua prova e vieni a vedere con i tuoi occhi come funziona un allenamento.

I 5 errori più comuni quando si sceglie un’arte marziale

Dopo anni di insegnamento, ho visto le stesse trappole ripetersi. Eccole:

1. Scegliere in base al film che hai visto. Ip Man, Rocky, Karate Kid: sono storie fantastiche, ma la pratica reale è molto diversa da quello che vedi al cinema. Non scegliere una disciplina perché hai visto un film avvincente — sceglila perché risponde ai tuoi obiettivi concreti.

2. Pensare che “più aggressiva = più efficace”. L’aggressività non è efficacia. La capacità di gestire lo stress, leggere la situazione e reagire con lucidità è molto più importante della potenza dei colpi. Ho scritto un articolo specifico sugli errori comuni nelle situazioni di aggressione che approfondisce questo tema.

3. Scegliere la scuola più vicina senza verificare la qualità. La comodità è un fattore legittimo, ma non l’unico. Un bravo istruttore a 20 minuti di macchina vale più di un pessimo istruttore sotto casa.

4. Confondere la disciplina con lo sport da palestra. Se paghi un abbonamento, vai due volte a settimana e fai “la lezione”, non stai praticando un’arte marziale. Stai facendo fitness con l’estetica marziale. Nulla di male, ma sappi cosa stai comprando.

5. Non provare prima di decidere. Fai almeno 2-3 lezioni di prova in scuole diverse prima di impegnarti. Osserva l’atmosfera, parla con gli allievi, guarda come l’istruttore gestisce i principianti.

Come riconoscere una buona scuola (e un buon maestro)

Questa è forse la sezione più importante dell’articolo. Perché puoi scegliere la disciplina perfetta, ma se finisci nella scuola sbagliata l’esperienza sarà deludente — o peggio, pericolosa.

La checklist in 7 punti per valutare una scuola

Porta con te questa lista mentale quando visiti una scuola:

  1. L’istruttore ha credenziali verificabili? Certificazioni di federazioni riconosciute, lignaggio documentabile (chi è il suo maestro, da quale linea di trasmissione proviene). Per fare un esempio concreto: nella scuola di Ving Tsun a Corridonia il lignaggio è trasparente e documentato — Ip Man → Wong Shun Leung → allievi diretti → Sifu Göksel Erdogan (VTAA Hong Kong) → Gabriele Mazzoni. Se un istruttore non sa dirti da dove viene la sua formazione, è un segnale d’allarme.
  2. Esiste una lezione di prova gratuita? Le scuole serie non hanno paura di farti provare.
  3. Gli allievi più esperti sono rispettosi con i principianti? Osserva il clima. Un dojo sano è un posto dove i principianti vengono accolti, non ridicolizzati.
  4. L’allenamento è strutturato? C’è un programma progressivo, oppure ogni lezione sembra improvvisata?
  5. L’igiene e la sicurezza sono curate? Pavimento pulito, protezioni disponibili, protocolli per gli infortuni.
  6. L’istruttore ammette i limiti della propria disciplina? Un maestro che ti dice “la mia arte è la migliore in assoluto, le altre sono inferiori” non è un maestro — è un venditore.
  7. Il contratto è trasparente? Niente vincoli annuali nascosti, penali per la disdetta, pressioni per acquistare equipaggiamento dal loro shop interno.

Domande frequenti

Qual è l’arte marziale più efficace in assoluto? Non esiste una risposta unica. L’efficacia dipende dal contesto: per la difesa in strada il Krav Maga e le MMA sono ai primi posti; per la competizione sportiva il Judo e la Boxe hanno il circuito più strutturato; per il benessere psicofisico il Tai Chi è imbattibile. La domanda giusta non è “qual è la migliore” ma “qual è la migliore per il mio obiettivo”.

Si può iniziare un’arte marziale a 40 anni? Assolutamente sì. Discipline come Wing Chun, Tai Chi, Karate tradizionale e Aikido sono progettate per essere accessibili a qualunque età. La chiave è scegliere una scuola che sappia adattare l’allenamento al livello del praticante e non pretendere da un quarantenne le prestazioni di un ventenne.

Quale arte marziale è meglio per i bambini? Per i bambini sotto i 10 anni, Judo e Karate sono le scelte più consolidate: hanno una didattica strutturata per i piccoli, sviluppano coordinazione e disciplina senza contatto violento. L’importante è che il corso sia gestito da un istruttore formato per lavorare con i bambini — non tutti i bravi marzialisti sono bravi insegnanti per i più piccoli.

Krav Maga o MMA per la difesa personale? Il Krav Maga è progettato specificamente per scenari di aggressione reale (difesa da coltello, aggressori multipli, ambienti ristretti). Le MMA ti danno un condizionamento al combattimento eccellente grazie allo sparring costante. L’ideale, se la difesa personale è davvero il tuo obiettivo primario, sarebbe integrarli: le MMA ti preparano a combattere, il Krav Maga ti prepara a sopravvivere.

Quanto tempo ci vuole per imparare a difendersi? Dipende dalla disciplina e dall’intensità dell’allenamento. Con 2-3 sessioni a settimana, dopo 6-12 mesi dovresti avere una base solida nella maggior parte delle discipline. Ma la difesa personale non è solo tecnica — è anche consapevolezza situazionale, gestione dello stress, capacità di evitare il conflitto. Queste competenze si sviluppano fin dalla prima lezione.

Il Wing Chun funziona davvero? È una domanda che ricevo spesso, e la risposta onesta è: dipende da come viene insegnato. Il Wing Chun tradizionale, praticato solo con le forme e senza sparring, ha limiti evidenti. Il Ving Tsun con approccio scientifico — come il sistema GE.Ving Tsun che insegno, basato su principi biomeccanici testabili — è un sistema di difesa personale efficace, specialmente a corta distanza e in spazi ristretti. Non è la soluzione a tutto, ma in certi contesti è estremamente funzionale.

Se hai altre domande o vuoi provare una lezione, puoi contattarmi direttamente. La prima lezione di Ving Tsun a Corridonia è sempre gratuita e senza impegno — i posti nelle classi serali sono limitati, ma il primo passo è quello che conta di più.

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Paolo Mazzoni
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